In questi casi il teologo eviterà di ricorrere ai “mass-media” invece di rivolgersi all’autorità responsabile, perché non è esercitando in tal modo una pressione sull’opinione pubblica che si può contribuire alla chiarificazione dei problemi dottrinali e servire la verità […]. Consigli.it sceglie e raccomanda in maniera indipendente Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media. La comunione in mano però non è imposta, né la comunione in bocca è esclusa. In seguito alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II, attraverso l’Istruzione Memoriale Domini promulgata dalla S. Congregazione per il culto Divino il 29 maggio 1969, la Chiesa ha lasciato alle singole Conferenze Episcopali la possibilità di richiedere la facoltà di introdurre l’uso di ricevere la Comunione sulla mano. La comunione in mano è divenuta in seguito una pietra miliare della negazione del dogma cattolico sulla Presenza Reale da parte dei protestanti. Se la comunione viene data per intinzione, sarà consentita soltanto nel primo modo» (n° 14-15). La Comunione sulla mano è sacrilega e quindi, vescovo o non vescovo, non può essere accettata. Se ti dessero delle pagliuzze d'oro, non le prenderesti con la massima cura, facendo attenzione a non perderne nulla e a non danneggiarle? Ormai è frequentissimo vedere fedeli che vanno a comunicarsi prendendo l’Eucaristia in mano. Ho comprato per tutta la vita ogni giorno il giornale. Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. 5) Riguardo all’obbedienza nei confronti delle disposizioni sanitarie cf. La Comunione sulla lingua è raccomandata ed è considerata il modo più consono per ricevere l’Eucaristia, mentre la Comunione sulla mano è consentita, a patto che si osservino certe precauzioni, come quello di controllare se rimangono dei frammenti sul palmo della mano. Com’è risaputo, in Italia e in moltissimi altri Paesi dell’orbe cattolico, la Santa Sede, ovvero la suprema autorità pontificia, ha acconsentito alla richiesta dei Vescovi (secondo una facoltà concessa dalla stessa Santa Sede) a che la Comunione potesse essere amministrata anche nelle mani dei fedeli, secondo un’altra plurisecolare e venerabile tradizione attestata da fior fiore di santi e Padri della Chiesa: tradizione peraltro molto più antica e quindi più «tradizionale» di quella della Comunione data sulla lingua, e non meno nobile e dignitosa. Ciò perché ripudiamo coloro che fabbricano certi recipienti d'oro, o di qualsiasi altro materiale, da usare al posto della loro mano per ricevere il dono divino, chiedendo di prendere la santa Comunione in tali ricettacoli: essi preferiscono la materia inanimata e un elemento inferiore all'immagine di Dio [che essi sono]. I 4 passi del perdono secondo un esorcista, Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile. VII, col. 1392. Spesso sono anche di stimolo per tutti nel ricevere la santissima Eucaristia con le debite disposizioni interiori ed esteriori. Sulla mano in definitiva è più contagiosa. Sulla scorta, dunque, di questa più che consolidata e legittimata possibilità, pensare che i vescovi italiani in questo tempo di coronavirus ci stiano imponendo di compiere un sacrilegio o un abuso nel chiederci di ricevere la Comunione nella mano significa non soltanto ignorare il loro magistero e l’autorità pontificia che lo ha confermato, ma anche disconoscere la parola del Divino Maestro il quale ha chiaramente detto ai suoi discepoli e apostoli: «Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. Non vuole neppure uscire dalla fila per non dare nell’occhio. Attacchi catene d’argento alle lampade, ma non vai a visitarlo quando lui è incatenato in carcere. La comunione nella mano non viene da Me; È stata introdotta dalla Massoneria Ecclesiastica, attraverso il cosiddetto Master Plan, che mira alla distruzione della mia Chiesa. Eccone un paio di attestazioni fra le moltissime che si potrebbero addurre [1]: «Quando ti avvicini, non avanzare con le palme delle mani distese, né con le dita disgiunte; invece, fai della tua mano sinistra un trono per la tua mano destra, poiché questa deve ricevere il Re e, nel cavo della mano, ricevi il corpo di Cristo, dicendo “Amen”. Tu rifiuti di accoglierlo nel pellegrino e adorni invece il pavimento, le pareti, le colonne e i muri dell’edificio sacro. La carta stampata è un patrimonio democratico che va difeso e preservato. Ora con le mani tieni il Corpo del Signore solo per breve tempo, mentre nell'animo vi rimane per sempre» (San Giovanni Crisostomo, Vescovo e Dottore della Chiesa [350-407], Omelia sulla lettera agli Efesini, 3,4). della presenza sacramentale del Signore nell’Eucaristia in un periodo in cui, sia per la scarsa preparazione teologica del clero, sia per la mancata conoscenza del latino nei fedeli, si formano numerose questioni sull’effettiva presenza reale nel Santissimo Sacramento». Preferiresti piuttosto di non andarci, anziché andare con mani sporche. 7)  Molto citato nei blog tradizionalisti è il suggerimento di S. E. Mons. 4) Non si dimentichi che la Chiesa nella sua materna sapienza concede anche il diritto e il dovere a manifestare il proprio pensiero e le proprie riserve, in taluni casi, ferma restando la «cristiana obbedienza» ai suoi pastori: cf. Per questo padre Zuhlsdorf pensa che “una corretta Comunione sulla lingua sia più sicura”. Mt 25, 42), e: “Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno dei più piccoli tra questi, non l’avete fatto neppure a me” (cfr. Ciò che tu dovessi perdere, infatti, è come se perdessi una delle tue membra. Voi che siete soliti partecipare ai divini misteri, quando ricevete il corpo del Signore, sapete bene come custodirlo con ogni precauzione e venerazione, affinché non ne cada una minima briciola e non si perda nessuna parte del dono consacrato. Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra cioè nei poveri, privi di panni per coprirsi. Ma lungi da noi, e lungi dalla mentalità dei vescovi e dei Papi, voler stabilire una graduatoria delle modalità di ricevere la Comunione nelle regioni in cui da essi stessi è stata autorizzata la duplicità di uso, sulla mano e sulla lingua, quasi che l’una fosse di serie A e l’altra di serie B o viceversa. Dal pane all'ostia, la storia millenaria in fedeltà a quello che accadde nell'Ultima Cena. Vero. I fedeli sono liberi di scegliere tra i due modi ammessi. Ricevere la comunione sulla mano è un rito dalle radici antichissime, sospeso nel Medioevo e ripreso dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II come “opzionale” rispetto alla ricezione del Corpo di Cristo direttamente sulle labbra. S. Agostino disse: "A forza di veder tutto, si finisce con l'accettare tutto". “ Astenersi dalla comunione per non riceverla sulla mano non è peccato, dato che non si sta respingendo il Signore, bensì rifiutando un modo di porgerlo che ripugna alla fede ed espone il Santissimo Sacramento a una profanazione involontaria consistente nella dispersione accidentale di frammenti. Il testo dell’Istruzione sulla Comunione eucaristica, datato 19 luglio 1989, circa la modalità di questo ulteriore modo di ricevere l’ostia consacrata spiega: «Particolarmente appropriato appare oggi l’uso di accedere processionalmente all’altare ricevendo in piedi, con un gesto di riverenza, le specie eucaristiche, professando con l’Amen la fede nella presenza sacramentale di Cristo. La raccomandazione di distribuire la Comunione nella mano è stata ulteriormente ribadita dal Viminale e accolta dalla Conferenza Episcopale Italiana in data 26 giugno 2020, come pubblicato sul sito internet della medesima e nei comunicati ufficiali delle diocesi italiane. Questi è un tempio vivo più prezioso di quello» (San Giovanni Crisostomo, Omelie sul Vangelo di Matteo, Omelia 50,3-4). La comunione in chiesa a causa del Coronavirus è meglio riceverla in mano. E Comunione gerarchica, in cui i fedeli obbediscono ai pastori e i pastori sono al servizio dei fedeli, quale acies ordinata che il santo Concilio di Trento non disdegna di paragonare alla Sposa del Cantico dei Cantici: «Chi è costei che sorge come l'aurora, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come schiera ordinata?» (Ct 6,9) [13]. Condanniamo la comunione nella mano per porre un limite agli abusi che occorrono a causa di questa pratica e come salvaguardia contro i sacrilegi’“. La questione della comunione in mano di per sé è stata chiarita proprio da papa Francesco che, ricorda padre Sandrin, «ha fatto delle catechesi nel marzo del 2018 in cui molto serenamente ha tolto ogni dubbio e ha messo a tacere coloro che dicevano che la comunione in mano è più rispettosa. Anche Pietro credeva di onorarlo impedendo a lui di lavargli i piedi. Chi è favorevole, dice che Gesù nel Cenacolo diede la prima Eucaristia nelle mani degli Apostoli. A 18 anni, sola in ospedale: il pianto di un neonato mi ha ridato... Libby Osgood, la scienziata della NASA diventata suora, © Copyright Aleteia SAS tutti i diritti riservati. ” Per me è più sicura quella sulla lingua rispetto a quella sulla mano. Le sue obiezioni potranno allora contribuire ad un reale progresso, stimolando il Magistero a proporre l’insegnamento della Chiesa in modo più approfondito e meglio argomentato. Se proprio si volesse trovarne uno, bisognerebbe paradossalmente risalire alle risoluzioni del sinodo locale di Auxerre (585) che, in un contesto in cui era obbligatoria per tutti la Comunione nella mano, prescrivevano alle sole donne, per motivi che oggi sarebbero più che discutibili, l’uso di porre sulla mano un pannolino, detto «linteum dominicale», nell’atto di ricevere l’Eucaristia. La Stampa tutta, non solo i titoli....E, visto che qualcuno lavora per fornirmi questo servizio, trovo giusto pagare un abbonamento. n°11). Perché è un giornale internazionale.Perché ci trovo le notizie e i racconti della mia città. 2)  Ogni ministro sa bene che, nel distribuire l’Eucaristia sulla lingua, è praticamente impossibile non venire a contatto con le particelle di saliva del fedele e pertanto, in caso di persona affetta da coronavirus, il contagio sarebbe praticamente automatico non solo per il ministro ma soprattutto per i successivi fedeli in attesa di ricevere la Comunione dal medesimo ministro. Inoltre, un vescovo “non può chiedere di dare la Comunione sulla mano durante una Messa in rito antico”, perché “la legislazione stabilita da Summorum Pontificum per la Chiesa latina ha valore universale e i vescovi non possono ignorarla”. 101) [8]. Non possiamo tuttavia non ricordare a coloro che a buon diritto preferiscono la Comunione sulla lingua che tale lodevolissima pratica è stata soltanto differita [9] – quod differtur non aufertur – e che non c’è alcuna sotterranea campagna abolizionista come troppi cattivi maestri insegnano. Ogni comunione nella mano è un affronto alla mia Divinità. 3)  Il quale, nella lettera Dominicae cenae del 24 febbraio 1980, deplorando le mancanze di rispetto che si erano potute verificare nel ricevere l’Eucaristia nella mano da parte di alcuni fedeli, puntualizza che queste mancanze non sono certo da imputarsi a tale pratica in sé e che «scrivendo questo non ci si vuole in alcun modo riferire a quelle persone che, ricevendo il Signore Gesù sulla mano, lo fanno con spirito di profonda riverenza e devozione, nei paesi dove questa pratica è stata autorizzata» (cf. Comunione: sulla mano o in bocca? La santa madre Chiesa gerarchica, da amare e cui obbedire sempre e docilmente, da nostra madre diventa in tal modo una povera ebete da correggere con la matita rossa e blu, come se ne fossimo noi la madre, senza fede nella promessa di Nostro Signore che «le potenze degli inferi non preverranno su di essa» (Mt 16,18) ma anzi tenendola in dispregio, agendo e pensando come se tali potenze avessero già da tempo prevalso. Modalità per la distribuzione della Santa Comunione, in «Notiziario della Conferenza Episcopale Italiana» n° 7, 1 settembre 1989, 193-210. Ma quando si smette di guardare la bussola infallibile, quando ci si allontana dalla via che ci indica di seguire con la scusa di fare la volontà di Dio il quale non illumina bene coloro che tuttavia fanno le sue veci, subito l'anima si smarrisce tra i sentieri aridi dove l'acqua della grazia le viene a mancare immediatamente» (Storia di un’anima, Ms C 11r°). Utilissima in questo ambito anche l’istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede Donum veritatis sulla perfettibilità dei pronunciamenti magisteriali e sui termini di un legittimo dissenso teologico: «Se, malgrado un leale sforzo, le difficoltà persistono, è dovere del teologo far conoscere alle autorità magisteriali i problemi suscitati dall’insegnamento in se stesso, nelle giustificazioni che ne sono proposte o ancora nella maniera con cui è presentato. Dopo aver dato qualche indicazione c on un nostro video, a causa delle prese di posizione di alcuni Vescovi a riguardo della Comunione alla mano, per questo tempo di emergenza pandemia, vi lasciamo ora con la domanda di Don Alfredo Maria Morselli a mons.Schneider con la sua illuminante risposta che facciamo nostra, ringraziando entrambi di tutto cuore…. Il corpo di Cristo che sta sull’altare non ha bisogno di mantelli, ma di anime pure; mentre quello che sta fuori ha bisogno di molta cura. Davanti ad un’affermazione, alla quale non sente di poter dare la sua adesione intellettuale, il suo dovere è di restare disponibile per un esame più approfondito della questione. […] Pensa la stessa cosa di Cristo, quando va errante e pellegrino, bisognoso di un tetto. Non sa per esempio ciò che è scritto in questo libro «Avvisi» e quello che è stato detto per mezzo di veri graziati, cioè che non si deve ricevere la comunione sulla mano. Blog – Comunione in mano, no al segno della pace e acquasantiere vuote: la risposta della CEI al Coronavirus 22 Febbraio 2020 Mauro Leonardi Don Mauro Leonardi 0 Domenica 23 febbraio 2020, VII domenica del tempo ordinario, passerà alla storia per essere in Italia la prima festa di precetto con il … Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...). Ora, in tempi di epidemia, la comunione in mano è stata imposta dalla Cei non per ragioni pastorali, non con motivazioni teologiche, ma semplicemente perché … uno dei link presenti nel testo, Consigli.it riceve una commissione Penso di no. Cf. La Comunione sulla lingua è raccomandata ed è considerata il modo più consono per ricevere l’Eucaristia, mentre la Comunione sulla mano è consentita, a patto che si osservino certe precauzioni, come quello di controllare se rimangono dei frammenti sul palmo della mano. Ora, se giustamente ponete tanta precauzione nel custodire il suo Corpo, come potete ritenere che sia colpa minore l'aver trascurato il Verbo di Dio, anziché il suo Corpo?» (Origene, Omelie sull'Esodo, Omelia 13,3). Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. 8) Nostra traduzione dal testo originale greco riportato in Labbé-Cossart, Sacrosancta Concilia ad Regiam editionem exacta, Venezia 1729, vol. Comunione sulla lingua e nella mano, precisazioni per i tempi del coronavirus. E insieme a questi ricettacoli di stoffa, l’uso di piattini di metallo o simili, sempre più in voga in questi ultimi tempi da parte di coloro che non vogliono «sottomettersi all’abuso di ricevere la Comunione nelle mani», è stato addirittura fatto in passato oggetto di scomunica dal Concilio Quinisesto con queste motivazioni più attuali che mai: «Il divino Apostolo a gran voce proclama che l’uomo creato a immagine di Dio è corpo di Cristo e tempio (cf. Dal 1967 le norme offrono ai fedeli la possibilità di ricevere la Comunione secondo la tradizione più antica, in piedi e nella mano, senza escludere la modalità invalsa nel tardo Medioevo (cf OGMR 160). Ergendosi, quindi, al di sopra di tutta la creazione sensibile, e avendo raggiunto una dignità celeste in virtù della passione salvifica, mangiando e bevendo Cristo armonizza la sua anima e il suo corpo alla vita eterna, santificandosi mediante la partecipazione alla divina grazia. prodotti e servizi che si possono acquistare online o tramite la A questo riguardo, prendendo esempio dal loro zelo, non sarebbe forse fuori luogo riproporre le catechesi auspicate dai vescovi italiani nel 1989 prima della reintroduzione della prassi di ricevere la Comunione nella mano, rammentando ai fedeli la debita riverenza con cui questa prassi va vissuta: nella postura del corpo, nei movimenti delle mani, nella risposta orale, nell’attenzione a non disperdere eventuali frammenti: di modo che sia espressa la debita devozione e non sia data impressione alcuna di sciatteria. Questo uso di ricevere la comunione sulle mani, evidenzia don Roberto, «è attestato fin verso il IX secolo (l’Ordo Romanus IX, al numero 11, ne riporta ancora l’indicazione rubricale) quando gradualmente si giunge a ricevere la comunione sulle labbra, ed in ginocchio, per sottolineare la grandezza (e la realtà!) La Comunione sulla mano, quindi, non solo fu avviata nella disobbedienza, ma fu perpetuata con l’inganno. Combinando i vari fattori, le soluzioni potrebbero risultare quattro – tra le quali la comunione in ginocchio e sulla mano (!) Il gesuita Paulo Tadeu: “Una tragedia annunciata che si poteva evitare”, Dopo 20 anni in uno zoo, l'orsa Ina oggi è libera, ma la sua mente è rimasta imprigionata, Dopo sette giorni in ospedale, un uomo rivede il suo cane che lo ha sempre aspettato fuori, Abruzzo, l'incontro tra un cervo e un gatto per le strade del paese: la scena lascia tutti stupefatti, Banchi nei mercati rionali, il piano di Parigi per salvare i ristoranti in crisi. L’unico modo per essere sicuri è che il sacerdote disinfetti le dita ad ogni S Comunione e deponga sulla lingua dei fedeli la Particola, oppure in mano su un purificatoio. Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine. Impariamo dunque a pensare e a onorare Cristo come egli vuole. Non onorarlo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quando soffre per il freddo e la nudità. .css-tadcwa:hover{-webkit-text-decoration:underline;text-decoration:underline;}Gelsomino Del Guercio - Aleteia - @media screen and (max-width:767px){.css-ij9gf6 .date-separator{display:none;}.css-ij9gf6 .date-updated{display:block;width:100%;}}pubblicato il 27/05/16. In moltissimi casi costoro sono nostri parrocchiani esemplari, collaboratori generosi e dediti nel servizio quotidiano. Nel caso, quindi, che qualcuno sia colto nell'atto di amministrare la santa Comunione a coloro che presentano tali ricettacoli, sia scomunicato sia lui stesso sia coloro che li presentano» (can. «Dimmi, andresti con mani non lavate all’Eucaristia? Questo è il fumo del mio avversario che si è infiltrato nella mia Chiesa, dopo il Concilio Vaticano Secondo. 9)  Come espresso dall’istruzione Redemptionis sacramentum al n° 92 il fedele ha normalmente «sempre il diritto di ricevere, a sua scelta, la santa Comunione in bocca»: ma questa affermazione non va certo letta in maniera fondamentalistica come se non ammettesse eccezioni, stabilite dalle stesse autorità ecclesiastiche che hanno concesso tale diritto, dettate da situzioni di estrema gravità ed eccezionalità quali l’attuale pandemia mondiale di coronavirus. 12) «Vuoi onorare il corpo di Cristo? 1)  Per queste e altre citazioni cf. Mio padre e mia madre leggevano La Stampa, quando mi sono sposato io e mia moglie abbiamo sempre letto La Stampa, da quando son rimasto solo sono passato alla versione digitale. 6) Riguardo al retto atteggiamento che le vere sante e le vere mistiche assumono nei confronti delle legittime autorità ecclesiastiche si contempli l’esempio di santa Teresa d’Avila, Dottore della Chiesa: «Quando il Signore mi dava un comando nell'orazione e il confessore me n'imponeva un altro, Sua Maestà tornava a dirmi di stare alla parola del confessore» (Vita 26,5); o di santa Teresa di Lisieux, anch’ella Dottore della Chiesa: «O Madre, da quale inquietudini ci si libera facendo voto di obbedienza! Institutio Generalis Missalis Romani, n° 282: «I pastori d’anime […] insegnino che nell'amministrazione dei Sacramenti, salva la loro sostanza, la Chiesa ha il potere di determinare o cambiare ciò che essa ritiene più conveniente per la venerazione dovuta ai Sacramenti stessi e per l'utilità di coloro che li ricevono, secondo la diversità delle circostanze, dei tempi e dei luoghi». Dico questo non per vietarvi di procurare tali addobbi e arredi sacri, ma per esortarvi a offrire, insieme a questi, anche il necessario aiuto ai poveri, o, meglio, perché questo sia fatto prima di quello. consulenza di esperti. Infatti, la possibilità di amministrare e ricevere la Comunione anche nella mano, recuperando l’uso dei primi secoli della storia della Chiesa, è stata una possibilità rimessa alla discrezione delle Conferenze episcopali nazionali (sempre ovviamente dietro conferma della Santa Sede) da San Paolo VI mediante l’istruzione della Sacra Congregazione per il Culto Divino Memoriale Domini del 29 maggio 1969; tale possibilità è stata riaffermata dall’istruzione della Sacra Congregazione per la Disciplina dei Sacramenti Immensae caritatis (29 gennaio 1973), dalle premesse del Rito della Comunione fuori della Messa e Culto Eucaristico (17 giugno 1979, cf. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato» (Lc 10,16); «In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato» (Gv 13,20); e dell’Apostolo Paolo il quale così si è rivolto ai pastori delle Chiese: «Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio, che si è acquistata con il sangue del proprio Figlio» (At 20,28). “ Colui che ha detto: “Questo è il mio corpo”, confermando il fatto con la parola, ha detto anche: Mi avete visto affamato e non mi avete dato da mangiare (cfr. “ Così anche tu rendigli quell’onore che egli ha comandato, fa’ che i poveri beneficino delle tue ricchezze. 1Cor 12,27; 2Cor 6,16). È chiaro che un singolo pastore può sbagliare e farsi tramite opaco della volontà del Signore (e quanto più in questa sconvolgente pandemia è stata esperienza comune, dai vescovi ai virologi, quella di dover navigare a vista! Lo scambio della pace durante la celebrazione eucaristica, ad esempio, in base agli accordi presi tra la Conferenza episcopale italiana e il Governo Italiano, è stato sospeso; così come la possibilità di segnarsi con l’acqua benedetta all’ingresso in Chiesa e di ricevere la Comunione sulla lingua. Riguardo a quest’ultima pratica, ribadiamo anzitutto la dignità e la bellezza di questa plurisecolare e venerabile tradizione, che evidenzia in maniera quanto mai congrua l’importanza del Santissimo Sacramento e la giusta reverenza che deve essergli tributata nell’atto della sua ricezione. In realtà la storia della liturgia testimonia come sin la tendenza a restringere sempre più la distribuzione della Comunione sulla mano e a favorire quella sulla lingua nasca all’epoca dei Padri della Chiesa, per evitare al massimo la dispersione dei frammenti eucaristici e favorire la crescita della devozione dei fedeli. Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso GNN - GEDI gruppo editoriale can. Come sono felici le religiose semplici: poiché la loro unica bussola è la volontà dei superiori, sono sempre sicure di essere sul giusto cammino, non temono di sbagliarsi nemmeno se a loro sembra certo che i superiori sbaglino. Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno. Athanasius Schneider, il quale ha addirittura proposto di cucire un apposito corporale dentro un purificatoio da porre sulla mano destra, senza ovviamente poter addurre alcun documento disciplinare vigente a supporto di tale fantasiosa pratica. È un quotidiano liberale e moderato come lo sono io. Per uno spirito leale ed animato dall’amore per la Chiesa, una tale situazione può certamente rappresentare una prova difficile. Non distendere le tue mani, ma inchinato, e con un gesto di adorazione e rispetto, dicendo, “Amen”, santifica te stesso prendendo anche il sangue di Cristo. Questo provvedimento è una vera ferita ingiustificabile al cuore dei fedeli che hanno dispiacere a ricevere l’Ostia in mano. Sono manifestazioni di un immanentismo antropocentrico». L’emergenza creata dal Covid-19 ha fatto affiorare la dolorosa necessità di rivedere le nostre abitudini in ogni campo dell’esistenza, comprese le nostre abitudini liturgiche. 10) «Tale presenza si dice “reale” non per esclusione, quasi che le altre non siano “reali”, ma per antonomasia perché è sostanziale, e in forza di essa, infatti, Cristo, Uomo-Dio, tutto intero si fa presente» (Paolo VI, lettera enciclica Mysterium fidei, n° 40). Ecco il commento del nostro liturgista. Pago le notizie perché non siano pagate da altri per me che cerco di capire il mondo attraverso opinioni autorevoli e informazioni complete e il più possibile obiettive. Senza sterili allarmismi, si dorma sereni e fiduciosi fra le braccia della nostra madre la santa Chiesa e si colga questo drammatico frangente come opportunità per comprendere meglio, con le parole di san Paolo VI, che se nell’Eucaristia v’è una presenza reale da onorare, essa può e deve essere onorata con tutto il nostro essere: lingua, mani e cuore docile; e che non meno reale [10] è la presenza di Cristo da onorare nella Sua Parola [11], nel povero [12], in quella santa Comunione che è la Chiesa: «Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20). Ma in Francia è in arrivo un nuovo lockdown, “Anche noi siamo pronti a produrre il vaccino su licenza Pfizer”, Le migliori offerte Amazon: tecnologia a prezzi scontatissimi, Apple Air Pods - Seconda generazione con custodia di ricarica € 129,99 (-50 euro), Le offerte sui prodotti per casa e cucina che usi ogni giorno, Mascherine monouso con filtro, tre strati - 50 pezzi. Comunione in mano: 30 anni fa una normativa CEI autorizzò l'Eucarestia in mano. Dio non ha bisogno di vasi d’oro, ma di anime d’oro […] Che vantaggio può avere Cristo se la mensa del sacrificio è piena di vasi d’oro, mentre poi muore di fame nella persona del povero? Leggo La Stampa da quasi 50 anni, e ne sono abbonato da 20. Accanto all’uso della comunione sulla lingua, la Chiesa permette di dare l’eucaristia deponendola sulla mano dei fedeli protese entrambe verso il ministro, (la sinistra sopra la destra), ad accogliere con riverenza e rispetto il corpo di Cristo. Il ricevere la Comunione sulla lingua è inoltre la norma universalmente indicata dal magistero della Chiesa, e che pertanto in situazione di normalità i fedeli potrebbero sempre liberamente preferire: prima di altre considerazioni, quindi, solidarietà e rispetto, senza frettolosi giudizi, vanno portati a coloro che sinceramente soffrono di non poter ricevere la Comunione in questo modo. ), ma non è lecito al fedele – e materia di peccato anche grave – diffidare riottosamente di quanto i vescovi dispongono collegialmente nel loro magistero ordinario, secondo le leggi della Chiesa e il Diritto canonico cui ogni fedele è vincolato: «Non proprio un assenso di fede, ma un religioso ossequio dell'intelletto e della volontà deve essere prestato alla dottrina, che sia il Sommo Pontefice sia il Collegio dei Vescovi enunciano circa la fede e i costumi, esercitando il magistero autentico, anche se non intendono proclamarla con atto definitivo; i fedeli perciò procurino di evitare quello che con essa non concorda» (can. Dell’attualità di questi atteggiamenti, ricorrenti nella storia della Chiesa, Papa Francesco ha ben parlato in questo brano della sua splendida esortazione apostolica Evangelii gaudium, additando «il neopelagianesimo autoreferenziale e prometeico di coloro che in definitiva fanno affidamento unicamente sulle proprie forze e si sentono superiori agli altri perché osservano determinate norme o perché sono irremovibilmente fedeli ad un certo stile cattolico proprio del passato. In piedi o in ginocchio? Può essere un invito a soffrire nel silenzio e nella preghiera, con la certezza che se la verità è veramente in causa, essa finirà necessariamente per imporsi» (nn° 30-31).