L’ultima cena di Tintoretto dal 14 al 19 giugno 2012, al Museo Diocesano di Milano (). Sul lato sinistro, è ritratto il committente del dipinto, che potrebbe essere identificato con Stefano de Fermi, parroco della chiesa di San Simeone dal 1548 al 1566 (Lotter, 1994, p. 32). Sul lato opposto funge da quinta una cameriera che sta portando un’anfora. L’Ultima Cena di Tintoretto nella chiesa di San Trovaso a Venezia non può che colpire chi la osservi. Quando l’apostolo poggia la testa sul petto di Gesù o sul tavolo, significa che il pittore sta rappresentando il momento in cui Pietro invita Giovanni a chiedere il nome del traditore a Gesù, il quale risponde: “è colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò” (Gv 13, 25-27). Come ho già ricordato nell’articolo, dedicato alla Presentazione di Gesù al Tempio dei Carmini, fu Roberto Longhi il primo ad intuire che a Galizzi dovevano forse “toccare alcuni dei dipinti solitamente creduti cose giovanili del maggiore maestro”  (Viatico per cinque secoli di pittura veneziana, Firenze 1985 (prima edizione 1946, p. 32). Galizzi, sicuramente colpito dal notturno di San Rocco risana gli appestati, che Tintoretto stava dipingendo proprio in quel periodo, tentò di imitare il maestro, ma non aveva il suo talento e la Presentazione al Tempio dei Carmini e l’Ultima Cena di San Simeone ne sono una prova lampante.Â, Tintoretto, Ultima Cena – Chiesa San Simeone Profeta. Tra tutti spicca Pietro che cerca di scoprire chi sia, tenendo stretto in pugno un coltello per fare giustizia. L'Ultima Cena è la raffigurazione nel momento esatto in cui Gesù annuncia il tradimento da parte di uno dei dodici apostoli: la sfida dei pittori è stata quella di cercare di … Domenico Ghirlandaio, Ultima Cena (part. La última cena es la última gran obra del pintor italiano Tintoretto, con la que culmina su trayectoria como pintor. Questa nuova datazione è confermata naturalmente anche dallo stile e dalla qualità pittorica della tela.Â, Stile e qualità pittorica dell’Ultima Cena di San Simeone, L’ultima Cena di San Simeone Profeta è una rielaborazione scadente e priva di vita del capolavoro di San Trovaso. La storia dell’arte cristiana è animata da sempre da due spinte fra loro contrapposte, eppure artisticamente conciliabili: il gusto per l’immagine e l’attitudine al simbolico, a loro modo rappresentazioni di quella tensione fra i sensi e lo spirito, la materia e l’anima, che è uno dei tratti peculiari del Cristianesimo. Il quadro risente della mancanza di invenzioni visive tipiche di Jacopo. A Última Ceia - Tintoretto. Secondo Echols e Ilchman (2009, p. 105), Tintoretto rielabora uno dei suoi temi più amati, ma il risultato è un’opera di routine; il quadro è autografo ma con ampio intervento della bottega. Tra i pochi a ritenere l’opera autografa, spicca la Rossi, secondo cui la mano del Tintoretto è evidente nell’ideazione e “nel calibrato impianto spaziale e luministico, ma anche nella salda costruzione plastica delle figure degli Apostoli” (1982, p. 181). L’ultima cena è un dipinto a olio su tela di 366×570 cm realizzato tra il 1592 ed il 1594 dal pittore italiano Tintoretto. E ciò per diversi motivi. Il Tintoretto nell’ Ultima cena, decise di rappresentare il momento dell’Eucarestia e non l’annuncio del tradimento di Giuda. Jacopo Robusti, veneziano di metà cinquecento, è stato uno dei grandi pittori del Rinascimento italiano: noto al mondo come "il Tintoretto", nome che deve al mestiere del padre, pittore di stoffe, questo artista viene ricordato perché è stato uno dei più grandi esponenti della scuola veneziana del nostro Paese, nonchè precursore dell'arte barocca per l'uso di luce e prospettiva. “Alla maniera di Tiziano”, ma ribelle. Concorde è pure Matile che vede “un’estesa collaborazione della bottega” (1996, p. 199, nota 59).Â. Infatti molti maestri hanno sempre raffigurato quest’ultimo episodio. dettagli dell’Ultima Cena dalla copia del Giampietrino. Lo stile pittorico, molto simile a quello della Presentazione al Tempio dei Carmini, e l’attribuzione di alcune parti del dipinto a Giovanni Galizzi, conferma l’anticipazione della datazione tra il 1548 e il 1553. 365 x 568 centímetros. Jul 30, 2015 - Explore peter thraves's board "tintoretto 1518/19-1576" on Pinterest. Está realizada en óleo sobre lienzo. Osservando con attenzione lo stile pittorico della Cena di San Simeone, è incredibile come la critica abbia continuato per decenni a datare questo quadro all’inizio degli anni sessanta, o addirittura degli anni settanta, fuorviata probabilmente dall’assegnazione della cappella della chiesa nel 1560 alla scuola del Sacramento. Molto simile al volto di Gesù è anche il volto autografo del Padre Eterno del polittico di Sombreno, dipinto da Galizzi nel 1543. Anche la figura di Gesù quindi non si trova al centro del dipinto e di fronte all’osservatore. Più che un testo specifico dei tanti che sono stati scritti sull'iconografia del Cenacolo, mi viene alla mente il bellissimo racconto di J.L. Impossibile adattarla a Giovanni, l’apostolo alla destra di Gesù, la si è accollata, per convenienza di “restauro”, a Pietro. Opere di Walter Rane, Rembrandt, Caravaggio. L'opera poi ritornerà nella sua sede storica della città lagunare. Studio per la testa di Giacomo Maggiore - Windsor, Royal Library, n. 12552. La grande tavola dietro la quale sono seduti gli apostoli e Cristo occupa tutta la porzione orizzontale. Si noti come il pittore utilizzi lo stesso identico modo per dipingere gli occhi, le labbra e il profilo del naso. Tra loro si erge, appoggiando le zampe anteriori sul gradino, il cane. In quell’occasione, anche il banco del Sacramento fu spostato dalla navata nord alla navata sud della chiesa per avvicinarlo alla cappella del Sacramento, e l’Ultima Cena del Tintoretto fu collocata sopra di esso. Nelle interpretazioni tradizionali poi gli apostoli sono seduti ai lati o intorno al Messia. Il lampadario, lo sfondo, la figura di Gesù e i quattro apostoli alla sua sinistra sono invece stati dipinti da Giovanni Galizzi. Óleo sobre tela. […], Dal 16 ottobre all'8 novembre 2020 al Museo di Storia Naturale la XIII edizione di "ABISSI. L’Ultima cena o Cenacolo Vinciano è ideato ed eseguito dal grande Leonardo da Vinci fra il 1493 e il 1498 per il refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. “, “As at S. Marcuola. La scena dell’Ultima Cena rappresentata nel Cenacolo vincianoè ambientata all’interno di uno spazio architettonico chiuso. Sempre a destra, tra una fila di colonne, scorciate prospetticamente verso il fondo, si affaccia un servo con una fiaccola e uno strano turbante. Da Leonardo - Studi di fisognomica, Caroli. E si veda a questo punto, quanto siano simili il volto di Cristo e quello dell’uomo, proprio al centro del dipinto dei Carmini. La última cena es la última gran obra del pintor italiano Tintoretto, con la que culmina su trayectoria como pintor. Colonna sonora, Solomon di Hans Zimmer. Secondo la maggior parte dei critici, Tintoretto in questo quadro sembra infatti aver voluto rappresentare il tema dell’Eucarestia. La reazione esagitata degli apostoli, la collocazione in primo piano di Giuda, con in mano la borsa con 30 denari, e il gesto di Gesù potrebbero però alludere al momento della rivelazione del tradimento: Come ha giustamente notato Manno (1994), l’indizio determinante, per interpretare la tela in modo corretto, è la posizione assunta da Giovanni. Ai suoi piedi un grande cane (dipinto sicuramente da qualche allievo poco dotato). Il punto di vista inoltre pone l’osservatore più in a… ... Giuda seduto alla destra di Cristo porta alla cintura la borsa con i denari, notata da uno degli apostoli che si alza in piedi appoggiandosi sul tavolo di fronte a lui. Giovanni Galizzi, San Gervasio(Accademia Carrara, Bergamo). E’ il momento in cui Gesù dice: “uno di voi mi tradirà”. Il committente dell’opera è Ludovico il Moro. Una lettura di 4 minuti Nel padiglione Expo della Santa Sede spicca per valore artistico e simbolico l’originale Ultima cena del Tintoretto, proveniente dalla chiesa veneziana di San Trovaso. Rossi, 1982, p. 181). 105-106). L'ambiente è una classica taverna veneziana, quindi l'Ultima cena viene attualizzata. “L’Ultima Cena” è un dipinto a olio su tela realizzato tra il 1561 e il 1566 dal Tintoretto. In questa Ultima Cena Tintoretto rappresenta il momento in cui Cristo, posizionato all'estremità della tavola, avvicina l'ostia alla bocca di San Pietro raffigurando il momento dell'Eucarestia. L’Ultima cena rappresenta l'omonimo episodio del Vangelo, proprio nel momento della comunione che Cristo sta dando a due apostoli aprendo le mani a prefigurare il gesto della croce. e alcuni degli apostoli sembrano quasi dei manichini, raffigurati in pose artefatte. L' Ultima cena è un dipinto del pittore veneziano Tintoretto realizzato intorno al 1592 - 1594 e conservato nella Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia. Una nuova datazione per l’Ultima Cena di San Simeone Grande. E ciò per diversi motivi. Autore: Jacopo Tintoretto – Giovanni Galizzi, Collocazione: Chiesa San Simeone Grande o San Simeone Profeta, Tintoretto, Ultima Cena – Chiesa San Simeone Grande Profeta, Nell’antica chiesa di San Simeone Grande o San Simeone Profeta (X secolo), si trova un’Ultima Cena, opera minore e di bottega del Tintoretto. L’idea di “Arte Moderna” ... l’Ultima Cena e la Deposizione nel sepolcro (1592 – 1594)”, il pittore muore a settantacinque anni. Jacopo Robusti, detto il Tintoretto perché figlio di un tintore, nasce proprio nell’anno in cui in Germania Martin Ultima Cena di Giotto – Cappella degli Scrovegni Padova – 1303) Un altro grande artista, in precedenza, aveva integrato Giuda nella composizione dell’Ultima cena: Giotto, nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Sulla tavola apparecchiata, in primo piano, sembra esserci una torta con delle candeline, anche se non si è riusciti a capirne il significato. Dopo il Cenacolo di Tintoretto, il Padiglione della Santa Sede ospita un’altra splendida opera dedicata al tema del cibo eucaristico: un grande arazzo proveniente dal Museo Diocesano di Ancona che ha come modello una tavola del maestro fiammingo, oggi conservata alla Pinacoteca di Brera. Sulla parete di fondo vi sono poi tre finestre. Esse contengono stemmi degli Sforza entro ghirlande di frutta, fiori e foglie, e iscrizioni su sfondo rosso; la lunetta centrale in particolare, di dimensione maggiore di quelle laterali, è in uno stato di conservazione buono, con una precisa descrizione delle specie botaniche. Impossibile adattarla a Giovanni, l’apostolo La scheda dell'opera, gli orari per visitarla, l'indirizzo, tutte le informazioni sull'opera Ultima Cena. Fue pintado en los años 1592 - 1594, encontrándose en la Basílica de San Giorgio Maggiore de Venecia, Italia. Leonardo da Vinci dipinge, oltre alla parete di fondo con la scena dell’Ultima Cena, cinque lunette dell’ampia sala con ghirlande di frutti e fogl… Cristo e gli apostoli sono raffigurati dietro al tavolo solo Giuda è isolato e sta … Nell’articolo dedicato alla pala dei Carmini, avevo già fatto notare come, sullo sfondo scuro, i ceri accesi sembrano non proiettare alcuna luce, e quanto diversa sia la resa pittorica dell’atmosfera notturna, nel San Rocco che risana gli appestati della chiesa di San Rocco, dove, nell’oscurità del lazzaretto, le luci delle torce e del nimbo del santo sembrano quasi accendere i corpi dei malati, creando drammatici contrasti chiaroscurali, del tutto assenti ai Carmini. Jesus’ action is deliberately ambiguous: he may be speaking and/or reaching lo the platter to dip with Judas, and/or blessing the bread”, la figura dell’infedele, di norma, è invece posta programmaticamente ai margini delle cena, come avviene in quella di Tintoretto in San Simeone Profeta, dove è raffigurato sullo sfondo, fuori dalla sala e intento a farsi luce da solo con una torcia, metafora della sua incomprensione …Â,  Alessandro Bullo è laureato in lettere con indirizzo artistico (Tesi di Laurea: “La scultura del XVI secolo nella Chiesa dei SS. Il primo a descriverla è il Borghini: “in San Simeone la cena di Christo con gli Apostoli” (1584, p. 553). Al bordo inferiore della foto, le scale stanno scendendo, su cui siede la ragazza, e accanto alla sua chitarra giace e c'è un fascio di strada, un uomo è sdraiato. A Expo l'Ultima Cena ispirata a Rubens. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su Ok o qualunque elemento della pagina acconsenti all'uso dei cookie. Facciamo un passo indietro negli ultimi 20 anni della vita di Jacopo Robusti. Save time and money with our best price guarantee make the most of your visit to Milan! Ancora più incredibile è che nessuno abbia dato importanza a una notizia documentaria, riportata da Matile, nel suo studio approfondito sui quadri del Tintoretto commissionatigli dalla scuola del Sacramento. Gesù si trova al centro da solo. Si tratta sicuramente di un’opera minore e largamente dipinta dalla bottega, ma importante per comprendere lo sviluppo del tema della Cena, all’interno del catalogo tintorettiano. GiÃ, Pur scorgendo la mano del maestro in alcune parti della tela (lo scorcio prospettico delle colonne sulla destra, la resa plastica e monumentale di alcun apostoli), ritengo che la sua realizzazione spetti quasi interamente aÂ, pur essendo profondamente influenzato dallo stile di Tintoretto, palesa tutte le sue lacune in questa tela priva dell’intensità drammatica e della capacità inventiva del maestro veneziano.Â, VeniceCafe.it utilizza i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social media e analizzare il traffico. Per lui l'atto finale della Cena è nelle parole del Vangelo di Giovanni (13,30) "preso il boccone, subito uscì. Gesù si trova al centro da solo. Dall'aureola nera al boccone di pane, cinque indizi che permettono di riconoscere Giuda in un'opera sull'Ultima Cena. L’Ultima Cena di Tintoretto nella chiesa di San Trovaso a Venezia non può che colpire chi la osservi. Giovanni e Paolo”), vive e lavora a Venezia. Due grandi passioni: VENEZIA, sua città natale, e il cinema NOIR americano, 2020 Anno 1 – Fascicolo 2 - Autore Alessandro Bullo, Grazie a un protocollo d'intesa siglato da Fondazione Musei Civici di Venezia e IIT Istituto Italiano di Tecnologia alcune opere custodite nel Museo del Settecento Veneziano a Ca' Rezzonico sono in questi giorni sottoposte ad analisi spettrografiche con mezzi innovativi. Si tratta di un modello che ritorna spesso nei dipinti del pittore bergamasco. Ha un sacco di incarichi e la sua fama è alle stelle. Galizzi, Presentazione al Tempio (particolare volto). Conservato nella Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia, opera perfettamente in linea con il pittore veneziano, il quale centra anche questo dipinto come tutti gli altri su un unico ed inimitabile tema: la luce ! Nel 1664, Boschini la ricorda “sopra il Banco della Scuola del Santissimo” (p. 512). Sopra il battistero la vide invece Moschini nel 1815 (pp. Il giudizio rimane però ancora “difficile”. Ela é considerada a coroa da criatividade do mestre, sua maior conquista na pintura. L’idea di Leonardo è stata di rappresentare il momento della reazione degli apostoli alla frase di Gesù: Qualcuno di voi mi tradirà! Ultima cena Tintoretto - 1579-1581 olio su tela - 538x487 cm Scuola Grande di San Rocco, Venezia. Cristo non è al centro, ma leggermente spostato verso la sinistra del quadro. Fue pintado en los años 1592-1594, encontrándose en la Basílica de San Giorgio Maggiore de Venecia, Italia L'Ultima cena del Tintoretto, arriva a Milano presso il Museo Diocesano. La luce evidenzia i momenti drammatici dell'episodio, in un continuo alternarsi chiaroscurale, evidenziando il cromatismo delle vesti dei protagonisti; la sorgente luminosa è doppia, la luce entra sia dal primo piano sia dalla porta in fondo a destra della sala, illuminando l'interno della cucina con i servitori affaccendati nelle loro mansioni. Il committente dell’opera è Ludovico il Moro. Del maestro sono quasi certamente i robusti apostoli alla destra di Cristo (che anticipano i capolavori del 1557 di Santa Maria del Giglio) e forse anche i ritratti del committente e del ragazzo. La celebrazione della Pasqua è finita. Tintoretto raffigura la scena dell’Ultima Cena in un ambiente notturno, abbandonando lo schema tradizionale con la tavola vista frontalmente, ancora presente nella Cena della chiesa di San Marcuola (1547). Questo a partire dalla compostezza delle figure e dell’ambiente che le ospita. Presso il Museo Diocesano di Milano, sarà possibile visionare dal 14 al 19 giugno 2012 L’ultima cena del maestro veneziano Jacopo Robusti, detto Tintoretto ( … Basilica di San Giorgio Maggiore, Venezia. Ancora più stringente è la somiglianza tra il volto di Cristo della chiesa di San Simeone è quello dell’imberbe San Gervasio, dipinto autografo di Giovanni Galizzi,  esposto a Bergamo, presso l’Accademia Carrara. La struttura compositiva del dipinto Ultima Cenadi Tintoretto è molto diversa da quella tradizionale. Worthen, pur facendo notare che lo stile del quadro sembra legato ai primi anni sessanta, ipotizza che il dipinto potrebbe essere stato commissionato in quell’occasione (1996, p. 722). Echols e Ilchman, seguendo l’intuizione di Worthen, ritengono che l’Ultima Cena fosse stata commissionata proprio nel 1571, quando la cappella e il banco furono trasferiti (2009, p. 308). La Rossi sottolinea l’“intenso effetto di notturno che ne costituisce il motivo dominante”, collegandola ad altre opere realizzate dal Tintoretto nel settimo decennio come il  Ritrovamento del corpo di San Marco di Brera (1982, p. 181). Pur scorgendo la mano del maestro in alcune parti della tela (lo scorcio prospettico delle colonne sulla destra, la resa plastica e monumentale di alcun apostoli), ritengo che la sua realizzazione spetti quasi interamente a Giovanni Galizzi. Il dipinto venne commissionato a Tintoretto … L' Ultima cena è un dipinto del pittore veneziano Tintoretto realizzato intorno al 1592 - 1594 e conservato nella Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia. Confronto: "Il Cenacolo", Leonardo-"L'ultima cena", Tintoretto Il tema, in Leonardo, è quello dell'annuncio del tradimento di Giuda. Anche secondo Cole il dipinto mostra “the weaker hands of assistants and restorers” (1979, p. 119, nota 1). Questo "Ultima cena" Tintoretto è più schierato in verticale, ei personaggi sembrano spinti dall'osservatore. Partiamo dalla considerazione della Rossi, secondo cui il dipinto è databile agli inizi degli anni sessanta per l’utilizzo del notturno, come nel Ritrovamento del corpo di San Marco di Brera. Il quadro risente della mancanza di invenzioni visive tipiche di Jacopo. Sanguigna su carta bianca, 139x147mm. Se colleghiamo questa notizia alla testimonianza del Boschini che vide la Cena del Tintoretto “sopra il Banco della Scuola del Santissimo” (1664, p. 512), possiamo ragionevolmente concludere che il dipinto si trovasse nella chiesa già prima del 1553.Â. Si tratterebbe di uno studio per la testa di Giuda dell' Ultima Cena. Tempo di Quaresima, Pasqua alle porte. dettagli dell’Ultima Cena dalla copia del Giampietrino A questo punto s’installa “il mistero della mano fantasma”: dietro la figura di Giuda, infatti, sbuca una mano che brandisce il coltello. Dopo che Giuda è andato via Gesù dà inizio alla Cena del Signore, o Ultima Cena, un pasto speciale con pane e vino. Mide 365 cm de alto y 568 cm de ancho. La studiosa fa notare che, già nel 1553, esistevano nella chiesa dei banchi del Sacramento, nelle immediate vicinanze del nuovo altare di Maria “fuora del Coro” (1996, p. 164 – nota 61, p. 200). Ultima cena. See more ideas about renaissance art, venetian painters, renaissance. L’Ultima Cena è considerata il dipinto più celebre del mondo anche per i misteri che la circondano. Tintoretto raffigura la scena dell’Ultima Cena in un ambiente notturno, abbandonando lo schema tradizionale con la tavola vista frontalmente, ancora presente nella Cena della chiesa di San Marcuola (1547). Book your Last Supper tickets online and skip-the-line! Si noti quanto uguali siano invece le luci del lampadario della Cena di San Simeone e quelle dei ceri della pala dei Carmini: in entrambe le tele le fiammelle non creano alcun alone di luce attorno. Città di Venezia", Concorso Internazionale di Fotografia Subacquea [...] L'articolo Mostra proviene da Museo di Storia Naturale di Venezia. Tintoretto, Jacopo - L'ultima cena Appunto di storia dell'arte su Jacopo Tintoretto e la sua opera più innovativa e importante che ci fa vedere lo stile completo dell'artista: L'ultima cena. Pur riconoscendo, sopratutto nel lato destro del dipinto, delle affinità con il capolavoro di Brera, esistono due prove importanti per la retrodatazione dell’Ultima Cena di San Simeone: lo splendido notturno del San Rocco risana gli appestati della chiesa di San Rocco, dipinto datato 1549; e la mediocre Presentazione di Gesù al Tempio dei Carmini  del 1548-1549, di cui ho attribuito l’esecuzione a Giovanni Galizzi. Galizzi, Padre Eterno (Polittico di Sombreno). Sulla parete di fondo vi sono poi tre finestre. Ultima cena, di Tintoretto dipinta nel 1592. è frontale e in quest'ottica l'effetto prospettico è maggiore. Leonardo da Vinci dipinge, oltre alla parete di fondo con la scena dell’Ultima Cena, cinque lunette dell’ampia sala con ghirlande di frutti e fog… L'Ultima Cena è un dipinto, realizzato tra il 1592 ed il 1594, ad olio su tela, da Jacopo Robusti, detto Tintoretto (1518 - 1594), collocato nel presbiterio della Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia. Il recente restauro – finanziato da Cariparma Crédit Agricole- ha permesso di trasportare la tela fuori da Venezia per la prima volta da quando è stata dipinta. Infatti, nell’immaginario collettivo, la rappresentazione dell’Ultima Cena assume i caratteri della solennità, dell’assoluta sacralità. Il dipinto venne commissionato a Tintoretto dalla Scuola del Sacramento della chiesa di San Polo. A differenza di Tintoretto, i personaggi nel dipinto di leonardo sono statici, immobili, alle spalle di un tavolo che scandisce la scena in modo Dall'aureola nera al boccone di pane, cinque indizi che permettono di riconoscere Giuda in un'opera sull'Ultima Cena. Tintoretto (Jacopo Robusti), Ultima cena, 1561-62, Venezia, chiesa di San Trovaso. Tintoretto dialoga anche con Jacopo Bassano (la cui Ultima Cena, ora alla Galleria Borghese, è in stretta relazione con quella di Tintoretto a San Marcuola), ma la sua già compiuta cifra stilistica la afferma clamorosamente nel “Miracolo dello Schiavo” del 1548 per la Scuola Grande di San Marco. Cristo è quasi sul fondo della scenadivina, e Già Tietze (1948) riteneva che il quadro fosse un’opera largamente di bottega, ipotesi ripresa anche dal De Vecchi (1970). A differenza di Tintoretto, i personaggi nel dipinto di leonardo sono statici, immobili, alle Ed è soprattutto su questa tela che voglio attirare l’attenzione. Ultima Cena, Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova Ultima Cena è il nome con il quale nella religione cristiana si indica solitamente la cena di Gesù con gli apostoli durante la Pasqua ebraica, precedente la sua morte. Ora ti racconto la storia di com’è nata l’ Ultima Cena di Tintoretto che si trova nella Chiesa di san Giorgio Maggiore a Venezia.