Il Museo della Deportazione è stato inaugurato il 10 aprile 2002. Il 23 agosto 1944 furono uccise 174 persone. L'eccidio di Schio è il massacro compiuto nella notte tra il 6 e il 7 luglio 1945 (due mesi dopo la fine della guerra) a Schio (Vicenza) da un gruppo formato da ex partigiani della Divisione garibaldina "Ateo Garemi" inquadrati quali agenti della Polizia ausiliaria partigiana (istituita alla fine della guerra e composta da ex partigiani). Partigiani della Memoria Poetiche e politiche del ricordo. È una delle poche strutture museali in Italia a essere dedicata alla conservazione della memoria della deportazione. Eccidio di Avenza, salta la commemorazione Il 10 novembre del 1944 morirono sul ponte 11 persone per mano dei tedeschi Pubblicato il 10 novembre 2020 Salta per … Eccidio di Porzûs‎ (13 P) Pagine nella categoria "Stragi partigiane in Italia" Questa categoria contiene le 20 pagine indicate di seguito, su un totale di 20. Contemporaneamente i militari recuperarono sedie, tavoli e corde dalle case circostanti per approntare un patibolo, organizzando al tempo stesso le misure difensive per evitare interferenze. Nell’immaginario collettivo creato dal “mito resistenzialista”, all’udire questa parola appare l’immagine di un plotone di tedeschi che fucilano 10 innocenti civili italiani per ogni loro camerata morto. L'occupazione dell'Italia da parte delle truppe naziste e dei reparti militari della Repubblica sociale italiana tra 1943 e 1945, nell'ultima fase della seconda guerra mondiale, ha provocato più di diecimila vittime tra la popolazione civile. .hide-if-no-js { partigiani ormai tutti feriti e senza munizioni. display: none !important; Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque altro link nella pagina acconsenti all'uso dei cookie. Abbiamo raccolto l’invito di Carlo Petrini: una grande piazza virtuale per festeggiare i 75 anni della Liberazione. Nel corso degli anni non si è mai giunti a condannare i responsabili dell’eccidio di Figline, anche se le prime ricerche erano state intraprese già nell’autunno del 1944. L'ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, con i suoi oltre 120.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche presenti e attive oggi nel Paese. Alla fine dello scontro, infatti, i tedeschi effettuarono un meticoloso rastrellamento per arrestare e giustiziare i partigiani rimasti sul campo. Nella notte tra il 5 e il 6 settembre 1944 i partigiani organizzati nella brigata Buricchi iniziarono così una lunga discesa dal campo base ai Faggi di Iavello. Durante le fasi di ritirata, le truppe nazifasciste commisero molti eccidi anche in Toscana, alcune stragi furono rappresaglie per punire le azioni dei partigiani, altre operazioni di ripulitura e "desertificazione" per svuotare porzioni di territorio presso la linea del fronte o sterminare intere comunità. La strage di Marzabotto (dal maggiore dei comuni colpiti), eccidio di Marzabotto o più correttamente eccidio di Monte Sole fu un insieme di stragi compiute dalle truppe nazifasciste in Italia tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, nel territorio dei comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno che comprendono le pendici di Monte Sole in provincia di Bologna. Appena giunti nell’abitato i malcapitati si fermarono con le mani dietro la nuca di fronte all’arco di via Maggio lungo il torrente Bardena. E soprattutto riceverà la documentazione sugli eccidi liguri di Rovegno, Cadibona, Molini di Voltaggio, Monte Manfrei, campo sportivo o di golf di Sanremo e Castiglione di Oneglia. Il grosso della brigata riuscì comunque a filtrare verso il centro della città e a raggiungere la Fortezza, luogo stabilito come punto di arrivo della spedizione. Coloro che furono scoperti quella mattina vennero scortati nella vicina villa Nocchi, sede di un regolare reparto della Wehrmacht comandato dal maggiore Karl Laqua, giurista nella vita civile e funzionario dell’apparato di giustizia della Germania nazista. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. s.l.m.) Storia e dibattito sull'eccidio di Crespino e i partigiani. Il sito raccoglie documenti relativi al periodo 1943-1945 nel comprensorio apuo-versiliese riguardanti partigiani, popolazione civile, eccidi, deportazioni, dopoguerra, lotte sociali. CREDITS FRANCESCO FUSI, Istituto Storico della Resistenza di Firenze. Rappresaglia. Quel giorno le truppe tedesche lasciarono la città, ma prima di abbandonare definitivamente il campo portarono a termine un eccidio efferato: ventinove giovani partigiani catturati alla fine di uno scontro a fuoco avvenuto nella notte precedente furono impiccati nel paese di Figline, sotto l’arco di via Maggio. Elenco analitico (in ordine cronologico) delle stragi compiute in Italia dai reparti tedeschi,compilato dal dr. Carlo Gentile per il gruppo di ricerca “Guerra ai civili. Prima dell 8 Gli eccidi. RAPPRESAGLIE PARTIGIANE. L'eccidio di Sant'Anna di Stazzema fu un crimine commesso dai soldati nazisti della 16. home › news toscana lavoro › news › stragi naziste: 9 ergastoli per eccidi appennino,350 morti erano in divisione ‘herman goehring’ a caccia di partigiani due Eccidio di Pratale, il ricordo ... al dolore delle famiglie chiantigiane si unirà l’eco della memoria toscana. La strage di Sant'Anna, assieme a molte altre nella Toscana settentrionale e in Emilia, è legata all'andamento del fronte della Linea Gotica e alla bonifica di determinate zone dalla presenza dei partigiani. Ne seguì uno scontro impari, destinato a non durare molto. Sono 755 le vittime civili - uomini, donne, vecchi, bambini anche di pochi mesi - uccise per rappresaglia dai militari nazisti in 14 eccidi avvenuti in Toscana tra l'aprile e il settembre del 1944. 3 ottobre 1944: a Civitella, per rappresaglia all’uccisione di due militari tedeschi da parte dei Italia: dal luglio 1943 ad aprile 1945 sono circa 9.500 le persone perite in stragi nazifasciste, prive di una effettiva pericolosità militare e quasi tutte immuni da colpe effettive. Qui le versioni divergono: chi dice che i partigiani … Per migliorare l'esperienza di navigazione delle pagine e di fruizione dei servizi online, questo sito utilizza cookie tecnici e analitici. La memoria degli eccidi nazifascisti in Toscana. Marco Palla (a cura di), Storia dell’antifascismo pratese. Nell’ampia entrata dell’edificio il maggiore Laqua inscenò un processo farsa, alla fine del quale ventinove partigiani furono condannati a morte mediante impiccagione e condotti immediatamente al paese di Figline, dove giunsero alle 9:00 del mattino del 6 settembre 1944. Civili inermi e abbandonati Le vicende della L’eccidio di Figline ricordò a tutti che la guerra continuava e per l’Italia non era ancora giunto il momento di festeggiare la pace. Verso le 21, essi entrano nel locale armati. Chi siamo L'ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, con i suoi oltre 120.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche presenti e attive oggi nel Paese. Edoardo Succhielli, ex Abitava insieme alla signora Egle e spesso ospitava gli amici che ben presto sarebbero diventati i primi veri partigiani della val d Aulella, tra cui i Fiorentini di Pallerone e il prof. Bruno Bacci di Reusa ( Falco ). Cronache del movimento operaio dell’antifascismo della resistenza nella valle del Bisenzio, Viridiana, Prato 1975, Italicus, Come si muore per l’Italia libera (i martiri di Figline di Prato),Comune di Prato, Prato 1945, Enrico Iozzelli - Collaboratore al Museo della Deportazione e Resistenza di Prato, Monumento ai partigiani (via XXIX Martiri, Prato). Il processo era quindi ben avviato, ma in poco tempo le indagini si arenarono. Anche il territorio di Sant’Anna di Stazzema fu interessato dalla costruenda linea “Pietrasanta-Riegel” che doveva collegarsi con la linea Verde-Goticaquest’ultima, nell’inverno 1944-1945, avrebbe fermato l’avanzata degli eserciti all… La Toscana è stata uno dei territori maggiormente colpiti: le stragi nazifasciste, concentrate soprattutto tra l'aprile e l'agosto del 1944, furono più di 280, i comuni interessati 83 e i morti tra i civili furono circa 4.500. I partigiani, nei combattimenti, lamentavano 70 morti e 15 prigionieri. stampa. Puoi aggiungere un allegato  (Allowed file types: jpg, gif, png, pdf, maximum file size: 2MB(s). ResistenzaToscana è il sito ufficiale della Federazione Regionale Toscana delle Associazioni Antifasciste e della Resistenza di cui fanno parte fra le altre ANPI, ANED e FIAP. Per questo motivo il CLN locale, in accordo con il Comitato Regionale di Firenze, decise di conquistare il centro laniero prima dell’arrivo degli angloamericani. L'eccidio di Vallucciole è stata una strage nazifascista compiuta il 13 aprile 1944 a Vallucciole, frazione di Stia (attuale comune di Pratovecchio Stia) in provincia di Arezzo. ToscanaNovecento Portale di Storia Contemporanea. 1921-1953, Pacini editore, Pisa 2013, Carlo Ferri, La valle rossa. Dopo alcune ore di marcia nella notte giunsero alle pendici dello scoglio appenninico di Spazzavento, dal quale la Valbisenzio osserva Prato avvolta “nella fredda gora della tramontana” (Mausoleo Malaparte). Altri combattenti, memori della consegna di tornare alla base di partenza in caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo, tentarono di guadagnare l’altura. Partigiani e memoria divisa Dall’estate di sangue del 1944 all’occultamento dei colpevoli di Gianluca Bindi Ci risiamo. Soltanto dopo alcuni giorni una squadra di partigiani fu incaricata di disseppellire i martiri per dar loro degna sepoltura. Monumento in memoria delle vittime dell'eccidio del Padule di Fucecchio Tipo Fucilazioni di massa, esecuzioni sommarie Data 23 agosto 1944 05.00 circa – 14.00 circa Luogo Padule di Fucecchio - comuni interessati : Cerreto Guidi, Fucecchio, Larciano, Monsummano, Ponte Buggianese La memoria degli eccidi nazifascisti in Toscana Etnografia delle commemorazioni LUOGHI ED EVENTI DI RIFERIMENTO: San Terenzo Monti, eccidio del 19 agosto 1944 FASI DELLA RICERCA: - 19 agosto 2002 RICERCATORI:-Claudio Manfroni-Fabio Barbati SCHEDE RELATIVE A: 1) documenti fotografici prodotti pg. Per quanto riguarda la provincia di Modena, risultano 127 uccisioni singole, 60 eccidi con 175 uccisi, 44 stragi con 580 vittime. della zona, circa 2000 uomini, che andarono a costituire la Colonna Morsero, dal nome del Capo Provincia di Vercelli Michele Morsero. Eravamo in tantissimi e abbiamo reso omaggio ai nostri partigiani con una festa memorabile in una piazza Nella concitazione del momento uno o forse due condannati sfruttarono la confusione e riuscirono a fuggire. Nel 2008 è diventato Fondazione ed ha tra le proprie finalità quella di avvicinare i visitatori, soprattutto le nuove generazioni, alle vicende storiche che hanno caratterizzato la prima metà del Novecento. Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. A Prato già da alcune settimane era chiaro che gli uomini di Hitler e Mussolini avevano le ore contate e mentre le truppe alleate si avvicinavano rapidamente, chi si era più compromesso con il regime aveva deciso di fuggire verso il nord. L’esecuzione continuò senza sosta per circa mezz’ora, poi si sentì nell’aria un sibilo seguito da un forte boato: gli alleati, ormai giunti alle porte di Prato, stavano bombardando la città. esprimono con drammatica chiarezza il prezzo che la Toscana ha pagato per riconquistare la liberta': abbiamo avuto un decimo di tutti i danni di guerra, centinaia di deportati, 4.461 vittime civili degli eccidi nazifascisti, oltre a 281 a Monteriggioni, in provincia di Siena. Non riuscendo a capire dove partivano le raffiche nemiche né a organizzare un’efficace resistenza, la colonna sbandò dopo aver sparato alla cieca le proprie munizioni e iniziò da parte dei singoli la ricerca di un varco per uscire dall’accerchiamento. otto Prato fu liberata il 6 settembre 1944, dopo un intero anno di occupazione.Quel giorno le truppe tedesche lasciarono la città, ma prima di abbandonare definitivamente il campo portarono a termine un eccidio efferato: ventinove giovani partigiani catturati alla fine di uno scontro a fuoco avvenuto nella notte precedente furono impiccati nel paese di Figline, sotto l’arco di via Maggio. Per informazioni sui cookie dei siti di Regione Toscana e su come eventualmente disabilitarli, leggi la "privacy policy". In 500 alla commemorazione Cade eroicamente sull'arma il Comandante "Tito" Cronologia della Resistenza in Toscana Le Stragi Nazifasciste in Toscana 1943-45 Passi nella memoria Le stragi nazifasciste in Toscana Le stragi nazifasciste in Toscana 1943-1945 Kesselring e le stragi nazifasciste La persecuzione contro gli ebrei in Toscana (1938-1943) Registro dei criminali nazifascisti in collaborazione con KataLibri de L'Espresso, in formato pdf (dal sito www.eccidi1943-44.toscana.it) per approfondire: www.eccidi1943-44.toscana.it Il sito sugli eccidi in Toscana Sono tanti i luoghi come questo in Toscana e in tutto il paese, dove sono avvenuti eccidi, stragi, fucilazioni, esecuzioni sommarie di partigiani, di semplici cittadini, uomini e donne”. L' eccidio di Guardistallo fu un crimine commesso contro civili toscani da parte della quarta compagnia della 19ª divisione da campo della Luftwaffe, il 29 giugno 1944, ed è stata una delle tante stragi di civili commesse dai tedeschi, in tutta la Toscana, nell'estate del 1944. In pochi minuti tutto era pronto e i prigionieri furono condotti sotto l’arco a coppie. Prato fu liberata il 6 settembre 1944, dopo un intero anno di occupazione.Quel giorno le truppe tedesche lasciarono la città, ma prima di abbandonare definitivamente il campo portarono a termine un eccidio efferato: ventinove giovani partigiani catturati alla fine di uno scontro a fuoco avvenuto nella notte precedente furono impiccati nel paese di Figline, sotto l’arco di via Maggio. invia. Sono ormai trascorsi più di 75 anni dall'eccidio del Padule di Fucecchio, e la Toscana ricorda. Fausto BiloslavoV alentino Bortoloso, il boia di Schio, dovrà restituire la «medaglia della Liberazione» consegnata in giugno dallo Stato italiano. Il contesto delle stragi Alle ore 6.00, tre gruppi di Partigiani, all'ingresso del Paese, aprono il fuoco sul nemico attaccante. L’eccidio dell’Ospedale psichiatrico di Vercelli Nei giorni dal 23 al 26 aprile 1945 si erano concentrate a Vercelli tutte le forze della R.S.I. T anto i partigiani comunisti che i miliziani fascisti combattevano per la bandiera di due dittature, una rossa e l'altra nera. Come la maggior parte dei procedimenti penali contro i crimini nazifascisti in Italia anche quello di Figline fu gettato nel tristemente noto armadio della vergogna, dal quale riemerse solo nel 1994.